titolo-vigne

vineyards1-circle

clear

vineyards2-circle

clear

vineyards3-circle

clear

Le vigne sono il nostro patrimonio, la vera ricchezza della Mesma.
25 ettari coltivati a cortese, di cui 15 a Monterotondo di Gavi e 10 nei comuni di Tassarolo e Novi Ligure.
Ogni vigna viene poi vinificata separatamente.
Lasciamo che a parlarvene sia il nostro agronomo, Davide Ferrarese.

I terreni

I terreni su cui posano i vigneti sono ad un’altitudine tra i 270 ed i 330 m. sul livello del mare e si differenziano principalmente su due principali tipologie: una mediamente calcarea e con terreno di medio impasto, l’altra di struttura più tenace con reazione tendenzialmente acida e ricca di ferro.
La zona interessata fa parte del “bacino terziario del Piemonte” che comprende varie formazioni stratigrafiche della serie oligo-mio-pliocenica. In particolare, le formazioni caratterizzanti sono le “Marne Serravalliane” che affiorano in una fascia pressoché continua dalle Langhe alla Val Borbera, terreni particolarmente adatti al vitigno cortese perché in grado di esaltarne le qualità.
Nella fascia compresa tra Carrosio e Gavi, infatti, affiorano depositi marnosi di varie formazioni, visibili nei vigneti alla Mesma (vigna pali di cemento).

In particolare i filari posti a Novi Ligure e Tassarolo, caratterizzano gli ambienti dei terrazzi antichi, dove i terreni sono prevalentemente di tessitura limosa ed argillosa. Hanno una buona ritenzione idrica che può diventare eccessiva nei periodi piovosi. Sono suoli molto particolari dalle tipiche colorazioni bruno-rossastre e solitamente dotati di una buona fertilità.

Invece i vigneti compresi a Gavi, presentano suoli moderatamente profondi con tessiture franche, e con un buon drenaggio interno, sono suoli calcarei con bassa capacità di ritenzione idrica che nei periodi estivi risentono maggiormente della mancanza delle piogge. Inoltre sono terreni suscettibili all’erosione superficiale data la finezza delle particelle ed alla bassa fertilità generale.

Le terre di Tassarolo e Novi, donano al vitigno cortese un’intensità salina e fruttata assieme, che solo di rado si incontra altrove.
Verso Monterotondo a Gavi, le macchie calcaree e tufacee, e le altitudini, trasmettono ai vini una mineralità più decisa ed una finezza particolare.

© Davide Ferrarese

La potatura col Metodo Simonit & Sirch

La potatura della vite come centralità della vita della pianta.
Attraverso la potatura invernale si addomestica la vite alla crescita controllata nello spazio e si definisce il carico produttivo, ovvero il numero di gemme e quindi la produzione di uva che si otterrà. È di fondamentale importanza eseguire una potatura coscienziosa e quanto possibile non invasiva. Ogni taglio apportato alla pianta determina conseguenze dirette ed indirette che si riflettono sulla struttura fisica, sulle condizioni fisiologiche e nelle relazioni metaboliche della pianta stessa fino a determinarne la sua vitalità e la sua longevità.
Da qualche anno mi occupo in modo costante di potatura, frequentando dal 2012 i corsi della Scuola Italiana di Potatura del metodo Simonit&Sirch per imparare i nuovi principi e visitando vigneti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.
Il gruppo Simonit&Sirch è arrivato a definire il metodo della potatura ramificata dopo un lungo periodo di lavoro in campo fatto di osservazione, ma soprattutto di pratica di potatura, durante i quali, per circa 10 anni, si sono messi a fuoco i principali fattori di rischio della salute del vigneto. In particolare sono state indagate le conseguenze indotte dai tagli di potatura a livello del sistema di trasporto linfatico della pianta di vite.
Le regole che definiscono il metodo di potatura sono indipendenti dalla forma di allevamento scelta in vigneto. Il metodo Simonit&Sirch applica una potatura ramificata, con piccoli tagli sul legno giovane, con un approccio lento e mirato. Senza fretta. Si evitano così tagli importanti di ritorno e non si compromette con ferite da taglio il sistema linfatico della vite.
I vantaggi di questa operazione sono molteplici. Le piante con un sistema linfatico integro mostrano analogie nella risposta vegeto-produttiva, si sviluppano in modo omogeneo e sono più costanti nella qualità del prodotto. Grazie a questo sistema di potatura si prevengono le malattie del legno, principale causa di deperimento precoce delle viti. Sono stati perciò anche ridotti i costi di gestione poiché, si allunga la vita produttiva del vigneto senza l’uso di sostanze ma applicando i criteri della medicina preventiva.
Salvaguardare l’integrità dei vigneti è importante non solo dal punto di vista paesaggistico o per la qualità dei vini che si producono, ma perché rappresenta un’importante riserva per la tutela del terroir.
La coltivazione del vigneto determina la geometrie delle colline, che vuol dire attirare turisti e preservare il suolo da rischi idrogeologici, oltre a  sostenere l’economia delle imprese. Per di più, il patrimonio del nostro bellissimo territorio non è solo quello vitato, ma è soprattutto quello umano, che permette una cura e manutenzione del paesaggio. © Davide Ferrarese